Equilibrio e sport come fonte di Benessere

Il nostro corpo è fatto per muoversi.

Numerosi studi evidenziano che la sedentarietà predispone all’obesità e può compromettere altri aspetti della salute. Infatti uno stile di vita poco attivo risulta essere uno dei fattori importanti di rischio per patologie come la cardiopatia coronarica, il diabete e il tumore al colon.

Vivere quindi una vita sana e attiva è il modo migliore per prevenire queste ed altre patologie, contribuisce ad abbassare i valori della pressione arteriosa, previene malattie cardiovascolari, sovrappeso, diabete, osteoporosi, migliora il benessere generale anche psicologico riducendo ansia e depressione.

ATS Brianza in movimento
ATS Brianza in movimento

 

 

Ugualmente anche praticare un’attività fisica semplice e naturale come il camminare o un qualsiasi tipo di sport, richiede alcune attenzioni.

 

 

Recentemente ho assistito a un incontro dedicato allo “Sport come fonte di Benessere” durante il quale uno dei relatori (Dottor Roberto Parravicini)  ha evidenziato alcuni aspetti importanti di cui tener conto.

Lo sport è sicuramente una fonte di benessere ma in qualche caso è anche fonte di patologie. E’ necessario trovare un equilibrio quando facciamo un’attività fisica o sportiva. (R.P.)

legamento

 

Oggi ci sono più infortuni rispetto al passato. Svolgendo un’attività sportiva ad esempio, sono più frequenti le rotture dei legamenti crociati del ginocchio.

Come mai?

Rispetto anche a solo 30 anni fa molto è cambiato nel nostro modo di vivere, di muoverci e anche di fare sport. Oggi i mezzi di trasporto, computers, cellulari e smarthphone, tv, giochi virtuali … se da una parte agevolano e semplificano la nostra vita e le nostre attività, dall’altra hanno contribuito nel tempo a renderci anche più pigri, ‘sedentari’, fisicamente meno attivi, agili e allenati anche solo per semplici attività fisiche come il camminare.

Oggi l’offerta sportiva è più varia, più accessibile ma anche più richiestiva in termini di impegno, di sforzo, di performances più elevate, allenamenti e gare più intensi.

Inoltre, da non sottovalutare, anche  la qualità dei soggetti moderni è molto più scarsa rispetto a quelli di un tempo. Perché accade?

“La preparazione che avevano i bambini un tempo è differente da quella di oggi. Una volta i bambini giocavano per strada, nei cortili, quindi avevano a disposizione tutta una serie di giochi che miglioravano la coordinazione e la propriocettività. Ora i bambini a 3 mesi li portiamo in piscina, continuano a nuotare fino a una certa età poi quelli che sono bravi diventano nuotatori gli altri affrontano uno sport di tipo monotematico: pallavolo pallacanestro calcio tennis…. Non c’è più quella multidisciplinarietà che nasceva dalla possibilità di fare giochi che attualmente i ragazzi non fanno più.” R.P.

Ne consegue che ci si infortuna più di frequente perché non si è preparati, perché si è disattenti, perché il nostro terreno di base (mente e corpo) non è adeguatamente allenato e pronto.

Gli elementi che portano a un infortunio possono essere di vario tipo ma ci sono situazioni che difficilmente accadono in un soggetto sano fisicamente e mentalmente ben allenato. È chiaro che l’elemento fortuito può accadere sempre, ma è la capacità di ciascuno di affrontare l‘evento traumatico che può determinare o non determinare il danno.

Pensiamo alla rottura del legamento crociato.  Si rompe quando il piede si blocca e il ginocchio fa un movimento di rotazione eccessivo. E quando può fermarsi il ginocchio e il piede? Ad esempio il piede si ferma quando c’è un ostacolo, qualcuno o qualcosa mi  finisce sopra, o accade anche quando cammino per strada o un marciapiede sconnesso, in un prato o nei campi di calcio quando metto il piede in un pezzo di terreno dove c’è un avvallamento o erba un po’ più alta di quel che dovrebbe essere. Se si è pronti e allenati e si è capaci di porre attenzione, si riesce a superare questa situazione o si è in grado di evitarla. R.P.

nuovapiramidealimentare3Il nostro ‘terreno’ è chiaro che va nutrito con tante cose: con l’allentamento, con una vita regolata ma anche con gli alimenti giusti gestiti nel modo corretto.

Sia per i professionisti (chi vive facendo sport) sia con soggetti amatori (persone che lavorano  si allenano e poi vanno a fare competizione), sia per chi fa movimento perché gli piace e sta bene, dobbiamo tener conto che giochiamo su due cose:

  1. Il momento dello sforzo (dove entrano in gioco determinati meccanismi) e
  2. Il recupero

È il gioco dell’equilibrio.

Lo sforzo  è il momento del catabolismo, abbiamo bisogno di energia che arriva. L’ormone più importante in questo caso è il cortisolo che mette in circolo gli zuccheri e li rende disponibili. Nel momento in cui dobbiamo cominciare a fare attività è importante che abbiamo a disposizione queste cose.

InciboSalus
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Dall’altra parte c’è il momento del recupero, il momento dell’anabolismo: momento in cui invece entrano in gioco altri ormoni come il testosterone, come l’insulina che devono fare in modo che noi recuperiamo  e immagazziniamo.

Dobbiamo tener conto che c’è anche un sistema nervoso vegetativo che entra in gioco. Il problema quindi è l’equilibrio fra queste varie cose e all’interno di questo discorso c’è la variabilità individuale.  R.P.

immagine1E’ chiaro che quello che deve mangiare un professionista rispetto a una persona che fa una semplice attività fisica è differente. Ugualmente anche il tipo di impegno e di sforzo (breve e intenso o prolungato e di resistenza) necessita una nutrizione con tempi, quantità e qualità differenti.

Siamo come un elastico: Quando il soggetto è sano e preparato, anche se lo tiro  è difficile che si rompa, quando il terreno di base non è ‘sano’ si è più a rischio.

Tutto quindi si riduce nel saper gestire bene quello che è il terreno, cioè l’insieme dell’organismo umano, nel miglior modo possibile, tenendo presente che non è sempre facile trovare un equilibrio:

“perché quando uno sta bene tende sempre ad andare oltre e quando uno sta male anche se cerca di andare oltre tende ad andare sempre più piano.”

L’equilibrio quindi in realtà, dipende più dalla capacità individuale di recuperarlo quando lo si è perso, piuttosto che dall’abilità a non perderlo.

Nutrizione, integrazione e alimentazione rivestono un ruolo fondamentale per la nostra salute e nel supportare il nostro organismo  in qualsiasi tipo di attività fisica e sportiva, riducendo i rischi di danni e favorendo una maggiore capacità di recupero e di gestione degli equilibri individuali.