Tutti gli articoli di Elisabetta Parravicini

Equilibrio e sport come fonte di Benessere

Il nostro corpo è fatto per muoversi.

Numerosi studi evidenziano che la sedentarietà predispone all’obesità e può compromettere altri aspetti della salute. Infatti uno stile di vita poco attivo risulta essere uno dei fattori importanti di rischio per patologie come la cardiopatia coronarica, il diabete e il tumore al colon.

Vivere quindi una vita sana e attiva è il modo migliore per prevenire queste ed altre patologie, contribuisce ad abbassare i valori della pressione arteriosa, previene malattie cardiovascolari, sovrappeso, diabete, osteoporosi, migliora il benessere generale anche psicologico riducendo ansia e depressione.

ATS Brianza in movimento
ATS Brianza in movimento

 

 

Ugualmente anche praticare un’attività fisica semplice e naturale come il camminare o un qualsiasi tipo di sport, richiede alcune attenzioni.

 

 

Recentemente ho assistito a un incontro dedicato allo “Sport come fonte di Benessere” durante il quale uno dei relatori (Dottor Roberto Parravicini)  ha evidenziato alcuni aspetti importanti di cui tener conto.

Lo sport è sicuramente una fonte di benessere ma in qualche caso è anche fonte di patologie. E’ necessario trovare un equilibrio quando facciamo un’attività fisica o sportiva. (R.P.)

legamento

 

Oggi ci sono più infortuni rispetto al passato. Svolgendo un’attività sportiva ad esempio, sono più frequenti le rotture dei legamenti crociati del ginocchio.

Come mai?

Rispetto anche a solo 30 anni fa molto è cambiato nel nostro modo di vivere, di muoverci e anche di fare sport. Oggi i mezzi di trasporto, computers, cellulari e smarthphone, tv, giochi virtuali … se da una parte agevolano e semplificano la nostra vita e le nostre attività, dall’altra hanno contribuito nel tempo a renderci anche più pigri, ‘sedentari’, fisicamente meno attivi, agili e allenati anche solo per semplici attività fisiche come il camminare.

Oggi l’offerta sportiva è più varia, più accessibile ma anche più richiestiva in termini di impegno, di sforzo, di performances più elevate, allenamenti e gare più intensi.

Inoltre, da non sottovalutare, anche  la qualità dei soggetti moderni è molto più scarsa rispetto a quelli di un tempo. Perché accade?

“La preparazione che avevano i bambini un tempo è differente da quella di oggi. Una volta i bambini giocavano per strada, nei cortili, quindi avevano a disposizione tutta una serie di giochi che miglioravano la coordinazione e la propriocettività. Ora i bambini a 3 mesi li portiamo in piscina, continuano a nuotare fino a una certa età poi quelli che sono bravi diventano nuotatori gli altri affrontano uno sport di tipo monotematico: pallavolo pallacanestro calcio tennis…. Non c’è più quella multidisciplinarietà che nasceva dalla possibilità di fare giochi che attualmente i ragazzi non fanno più.” R.P.

Ne consegue che ci si infortuna più di frequente perché non si è preparati, perché si è disattenti, perché il nostro terreno di base (mente e corpo) non è adeguatamente allenato e pronto.

Gli elementi che portano a un infortunio possono essere di vario tipo ma ci sono situazioni che difficilmente accadono in un soggetto sano fisicamente e mentalmente ben allenato. È chiaro che l’elemento fortuito può accadere sempre, ma è la capacità di ciascuno di affrontare l‘evento traumatico che può determinare o non determinare il danno.

Pensiamo alla rottura del legamento crociato.  Si rompe quando il piede si blocca e il ginocchio fa un movimento di rotazione eccessivo. E quando può fermarsi il ginocchio e il piede? Ad esempio il piede si ferma quando c’è un ostacolo, qualcuno o qualcosa mi  finisce sopra, o accade anche quando cammino per strada o un marciapiede sconnesso, in un prato o nei campi di calcio quando metto il piede in un pezzo di terreno dove c’è un avvallamento o erba un po’ più alta di quel che dovrebbe essere. Se si è pronti e allenati e si è capaci di porre attenzione, si riesce a superare questa situazione o si è in grado di evitarla. R.P.

nuovapiramidealimentare3Il nostro ‘terreno’ è chiaro che va nutrito con tante cose: con l’allentamento, con una vita regolata ma anche con gli alimenti giusti gestiti nel modo corretto.

Sia per i professionisti (chi vive facendo sport) sia con soggetti amatori (persone che lavorano  si allenano e poi vanno a fare competizione), sia per chi fa movimento perché gli piace e sta bene, dobbiamo tener conto che giochiamo su due cose:

  1. Il momento dello sforzo (dove entrano in gioco determinati meccanismi) e
  2. Il recupero

È il gioco dell’equilibrio.

Lo sforzo  è il momento del catabolismo, abbiamo bisogno di energia che arriva. L’ormone più importante in questo caso è il cortisolo che mette in circolo gli zuccheri e li rende disponibili. Nel momento in cui dobbiamo cominciare a fare attività è importante che abbiamo a disposizione queste cose.

InciboSalus
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Dall’altra parte c’è il momento del recupero, il momento dell’anabolismo: momento in cui invece entrano in gioco altri ormoni come il testosterone, come l’insulina che devono fare in modo che noi recuperiamo  e immagazziniamo.

Dobbiamo tener conto che c’è anche un sistema nervoso vegetativo che entra in gioco. Il problema quindi è l’equilibrio fra queste varie cose e all’interno di questo discorso c’è la variabilità individuale.  R.P.

immagine1E’ chiaro che quello che deve mangiare un professionista rispetto a una persona che fa una semplice attività fisica è differente. Ugualmente anche il tipo di impegno e di sforzo (breve e intenso o prolungato e di resistenza) necessita una nutrizione con tempi, quantità e qualità differenti.

Siamo come un elastico: Quando il soggetto è sano e preparato, anche se lo tiro  è difficile che si rompa, quando il terreno di base non è ‘sano’ si è più a rischio.

Tutto quindi si riduce nel saper gestire bene quello che è il terreno, cioè l’insieme dell’organismo umano, nel miglior modo possibile, tenendo presente che non è sempre facile trovare un equilibrio:

“perché quando uno sta bene tende sempre ad andare oltre e quando uno sta male anche se cerca di andare oltre tende ad andare sempre più piano.”

L’equilibrio quindi in realtà, dipende più dalla capacità individuale di recuperarlo quando lo si è perso, piuttosto che dall’abilità a non perderlo.

Nutrizione, integrazione e alimentazione rivestono un ruolo fondamentale per la nostra salute e nel supportare il nostro organismo  in qualsiasi tipo di attività fisica e sportiva, riducendo i rischi di danni e favorendo una maggiore capacità di recupero e di gestione degli equilibri individuali.

 

E’ vero, non abbiamo tempo!

Siamo talmente presi dai nostri impegni, dalle urgenze del momento, sempre di corsa, spesso in ritardo e altrettanto spesso arrancando fra una cosa e l’altra che arriviamo a fine giornata convinti che…  non abbiamo abbastanza tempo! Ce ne serve di più…

E così molte delle cose che ‘vorremmo’ fare perché per noi hanno importanza e desideriamo, finiamo per rimandarle. Procrastiniamo oltre misura a un giorno o momento futuro …  quando avremo, appunto, più ‘tempo’.

“Non posso adesso, sono impegnato, ho così tante urgenze, cose più importanti. Ho altro da fare prima, in questo periodo sono così incasinato ho tutti i momenti e le sere impegnate. So che è difficile crederlo ma è proprio così! Il mio lavoro mi impegna tantissimo, neanche il tempo di respirare. Poi, sai , la famiglia. Devo fare questo esame, devo prima finire il  progetto che sto seguendo, quando passa questo periodo … sicuramente! Forse il mese prossimo. Ti faccio sapere appena mi libero.”

La qualità della nostra vita sembra dipenda dagli accadimenti del momento, dalle urgenze e … dal tempo, che non abbiamo mai.

il tempo Il più delle volte finiamo per lasciare andare momenti preziosi in attesa di un domani che non arriva. Ma… siamo sicuri che ne vale davvero la pena?

La risposta sta a ognuno di noi, perché siamo noi che possiamo decidere per noi stessi. E ciò che decidiamo va comunque bene se sta bene a noi.

 

Il tempo passato non è più, il futuro non è ancora, e il presente?

Forse vale la pena ricordare che:

  • non si vive solo aspettando un ‘quando’ o un ‘dopo’ e non si vive solo per costruire qualcosa;
  • vivere il momento, istante per istante fa parte del ‘gioco’ del perseguire e concretizzare i propri sogni per il futuro;
  • le priorità vanno scelte con cura;
  • ciò che davvero conta per te è giusto che entri a far parte dei tuoi obiettivi e quindi degli istanti che decidi di vivere.

Cos’è allora il tempo? Come fare per avere il tempo che ci manca?

Forse più che in ‘lunghezza’ il tempo abbiamo bisogno di viverlo in ‘larghezza’. Cioè godercelo, viverlo con più qualità e regalandoci una vita piena di significato.

Il tempo: dimensione bidimensionale