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L’organizzazione perfetta di Massimo Folador

La Regola di San Benedetto. Una saggezza antica al servizio dell’impresa moderna

Massimo Folador, attento conoscitore della storia e della cultura del movimento benedettino, ha lavorato per anni come dirigente in importanti aziende italiane ed estere.
“I monasteri benedettini sono da 1500 anni un esempio illuminante di che cosa significhi vivere e lavorare in un contesto dove tutti abbiano chiari finalità e obiettivi, ruoli e mansioni e sappiano fare della comunità il proprio punto di forza. Un’organizzazione perfetta che ha attraversato i secoli e che molte cose può dire al mondo manageriale, grazie alla corretta gestione di valori condivisi, a una leadership diffusa e alla capacità di far lavorare insieme persone motivate e consapevoli delle proprie responsabilità.
La Regola di San Benedetto è stata per secoli il faro di questi monasteri e ha saputo irradiare buon senso unito a un’estrema concretezza. Oggi rappresenta un richiamo forte alle radici comuni del vivere organizzato, alle sue regole e alle sue necessità, in un momento in cui un rinnovato senso di appartenenza può contribuire a ridare slancio alla vita aziendale e al governo delle imprese” e non solo.

Guida all’Amore di sé di Charles Chaplin

AMORE DI SE’
“Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto che la sofferenza e il dolore emozionali sono solo un avvertimento che mi dice di non vivere contro la mia verità.
Oggi so che questo si chiama AUTENTICITA’.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama RISPETTO PER SE STESSI.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda é un invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama MATURITA’.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello che succede va bene. Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama RISPETTO PER SE STESSI.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro. Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama SINCERITA’.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: cibi, persone, cose, situazioni e da tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso, all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma oggi so che questo è AMORE DI SE’.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di voler avere sempre ragione. E cosi ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama SEMPLICITA’.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui TUTTO ha un luogo.
E’ la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo PERFEZIONE.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi miserabile e malato. Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore, l’intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do’ il nome di SAGGEZZA DEL CUORE.

Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi.
Oggi so che QUESTO è LA VITA!”

Charles Chaplin – in occasione del suo 70° compleanno
Tratto dal libro “Il Segreto del Cuore” di Ruediger Schache

Un salto mentale per comprendere ciò che siamo

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Conoscere ci aiuta a comprendere

 ingranaggiNoi siamo nati in un ambiente e cresciuti evolutivamente in un ambiente e con  attività che ci hanno imposto leggi di sopravvivenza che ci hanno aiutati a cambiare e dal quale possiamo apprendere come siamo e come possiamo migliorare.

 ferrari  Siamo una macchina perfetta che ha bisogno di ingranaggi perfetti e carburante adeguato per non avere degli intoppi perché la nostra macchina sia perfetta, non si usuri  e non venga deformata da un uso abnorme. pompa benzinaferrari usurataferrari sformata

Abbiamo bisogno di nutrienti: principi semplici ottenuti attraverso processi complessi che fanno parte della digestione, della masticazione dell’assorbimento e che sono utilizzati a scopo prevalentemente energetico, plastico-rigenerativo e regolatore.

Principi alimentari semplici ottenuti dopo:

Masticazione, deglutizione, digestione, transito intestinale e assorbimento, utilizzati dall’organismo a scopo:

  • ENERGETICO
  • PLASTICO – RIGENERATIVO
  • REGOLATORE

Nel processo energetico i carboidrati hanno insieme ai lipidi la possibilità di funzione nutrienti energeticienergetica, di pronto utilizzo, la nostra benzina, così come gli zuccheri di varia forma presenti nei dolci, lo zucchero presente nella frutta, nella pasta nelle patate e farinacei e nei legumi di tradizione molto più antica di quella degli zuccheri nel nostro cammino evolutivo. La benzina, componente energetico che troviamo nei carboidrati, se assunta in eccesso si va a trasformare in tessuto lipidico, grasso.

L’energia di riserva invece la troviamo negli animali, piccola riserva anche nostra. In forma animale li troviamo nel grasso, nel burro, e in forma vegetale negli oli e nella frutta secca ricca anche di altri nutrienti.

I nutrienti plastici rigenerativi:  le proteine, il nostro mattone, le troviamo nella carne, nel pesce, nelle uova, e di nuovo nei legumi. Fra i legumi sappiamo che il principe dei nutrienti plastici-rigenerativilegumi per fornirci proteine è la soia.

I lipidi hanno anch’essi funzione plastica rigenerativa, come le tegole della nostra casa che costruiscono insieme ai mattoni strutture davvero importanti. Nella semplicità di piccole variazione possono creare strutture fantastiche  e importanti.

Per plastico intendiamo la costruzione di nuovo tessuto, un organismo in crescita, proteico muscolare, in una fase successiva di accrescimento. I grassi anch’essi hanno una funzione tessutorigenerativa plastica, perché tutte le cellule hanno questo doppio strato lipidico perché i lipidi non hanno solo una funzione energetica ma anche plastica rigenerativa strutturale.

Il mantenimento anch’esso è importante, le proteine intervengono anche in una età avanzata, non solo in una fase sproporzionata o di crescita bimbo sportinfantile, le proteine contano anche per funzioni essenziali, gli anticorpi, difesa dalle malattie di tutti i tipi sono fatti di proteine. Se non ho regolarmente delle proteine nel mio corpo non riesco a difendermi in maniera efficace dalle malattie.

Gli enzimi, strutture specifiche che mi riescono a centrare o far partire delle reazioni importanti senza i quali non riesco a dargli vita.

Così come altri aspetti, che a volte non consideriamo ma che sono altrettanto fondamentali e importanti, dalle unghie ai capelli così come i grassi fanno parte di strutture che spesso plastici rigenerativinon vengono prese in considerazione quando pensiamo di dover assumere dei grassi, intesi quelli buoni,  fra tutti gli altri componenti quando mangiamo. La struttura mielinica ad esempio che riveste i nervi è fatta di una struttura lipidica, averli a disposizione significa avere un buon funzionamento nervoso.

L’aspetto rigenerativo è un processo continuo perché nel tempo, le strutture si rovinano e vanno perfezionate, aggiustate,  soprattutto se pratico sport, farlo quotidianamente  è elasticitànecessario per avere nutrienti plastici e anche rigenerativi in modo da potermi mantenere in forma e arrivare all’età che voglio nel miglior modo possibile e con la miglior scelta di poter vivere. Ma per fare questo è necessario avere a disposizione elementi energetici, plastici rigenerativi essenziali. Innanzitutto per poter arrivare all’età che voglio nelle migliori condizioni e nella forma che voglio per evitare condizioni di malattia che mi possono limitare.

Le proteine una volta che hanno svolto la loro funzione di crescita e ricostruzione della struttura muscolare una volta svolta la loro funzione nell’avermi dato ciò che è sufficiente per tutto ciò che riguarda l’apparato immunitario, gli enzimi le altre parti del corpo così come i grassi, una volta svolta la loro funzione principale, se ne assumo di più di mattoncini devo sapere che di proteine non ne ho una riserva. Sono obbligato ad averne sempre in circolo. Questo non mi può permettere di assumere una quantità maggiore in un solo pasto per avere il sufficiente di tutto ciò che mi serve per quanto riguarda l’apparato immunitario. Gli enzimi  e altri piccoli annessi del corpo, così come i depositi-formagrassi, una volta svolta la loro funzione principale, se ne assumo in quantità maggior durante il pasto, i grassi in particolare di per sé vanno a costituire una parte della nostra riserva, la nostra dispensa, con l’effetto che ben conosciamo.

Poi ci  sono i nutrienti a scopo regolatore, perché regolano tantissime funzioni, le vitamine e i sali minerali, micro e macro elementi a volte spesso così importanti da essere  strutturali come il calcio, che in realtà è un alimento regolatore che fa parte di una struttura che è l’osso. Se non ne ho a sufficienza in quantità di grammi io non riesco a creare una struttura. La loro funzione Nutrienti a scopo regolatoreregolatrice si svolge in tantissime reazioni di tantissimi tipi nei quali la singola componente minerale o vitaminica riesce a sbloccare la reazione e ad accellerarla e anche di questo non ho riserva e devo assumerle regolarmente nell’arco della giornata.

Quindi è semplice considerare l’importanza di assumere i nutrienti al 100% nell’arco della giornata.

In realtà nell’alimentazione, soprattutto mediterranea, come viene distribuita questa assunzione di fabbisogno totale giornaliero?

dis-quilibrio entrate-usciteSolitamente distribuiamo un po’ di carboidrati la mattina, cappuccino e biscotto, un  po’ di carboidrati col caffè e zucchero a metà mattina un po’ di carboidrati nella pizza o pizzetta o pasta a mezzogiorno e un po’ di proteine la sera. Così penso di essere a posto assumendo la quantità totale giornaliera.

Così come proteine poche o nulla la mattina, proteine poche o nulla a pranzo e già vediamo che le proteine le vediamo troppo raramente, tenendo conto che sappiamo che non ne abbiamo in riserva.

E poi magari una abbuffata di proteine la sera, grassi magari come lo strutto che troviamo fabbisogno giornaliero totalenei cornetti e brioches a colazione, grassi a pranzo e abbondanza anche di grassi nella cena.

Pensando che un po’ di vitamine e sali li prendo con l’insalata a pranzo, di contorno e sono a posto, poi prendo un po’ di insalata, forse, o un frutto la sera e sono a posto.

Spesso però accade che vitamine e sali minerali non li assumo neppure a pranzo o a cena. Questa è la normalità.

Il concetto è: ho assunto ciò che mi serve calcolando le calorie, usando le tabelline e quindi sono a posto. E allora poi troviamo la gente che si chiede come mai sono così. Ho assunto 1800 calorie ho fatto il conto eppure continuo a ritrovarmi in sovrappeso.

Quello che accade è che non si è dato retta a quello che è l’aspetto profondo  animalesco che ci contraddistingue ancora.

Perché a volte ci sono persone che hanno una esigenza compulsiva di mangiare pasta, gelati, dolci, pizze, perché non sappiamo che noi non abbiamo un sistema di troppo pieno. Perché l’animale in natura non è mai grasso. Ha invece il problema opposto. L’animale ha solo dei sensori per qualcosa che diminuisce di livello. Qualunque sia il livello. Pur essendo grassi, non sentiamo lo stimolo di essere grassi. Non sentiamo lo stimolo di avere a sufficienza di grasso in deposito. Perché allora continuiamo ad assumere dolci, carboidrati e grassi se già ne abbiamo in riserva in abbondanza? Perché l’animale che è in noi  ha paura di morire di fame. Perché il suo sensore del livello è sceso un po’. E l’animale in natura ha paura di morire di fame, non ha paura di ingrassare.

In alcuni momenti della giornata il livello del sensore arriva al minimo, segnala cioè la carenza di qualcosa, e noi non comprendiamo cosa. Lo stimolo che ci viene dato è la carenza di cibo, non dell’elemento di cui siamo carenti in quel dato momento.

E’ un allarme dell’animale che  è in noi che prima di tutto va a toccare il cervello, lo stimolo della fame e ci dice che dobbiamo assumere qualcosa subito facendoci diventare affamati e a volte anche aggressivi e nervosi.

Questa grande fame fa in modo che io ho delle aggiunte in più a pranzo, delle aggiunte di più a cena e questo di riflesso ci porta a non fare colazione la mattina dopo. E poi ci si chiede: ma io non faccio colazione, eppure sono così e continuo a ingrassare. Inizia così ad esserci un disequilibrio fra entrate e uscite. Nel complesso finiamo per assumere più calorie di quelle che facciamo uscire.

Così iniziamo a fare delle aggiunte dovute a questo stimolo maggiore di fame, più del 100% normale distribuzione entratedi carboidrati, di grassi ai vari pasti, anche perché ci fanno apparentemente sentire più sazi, e si inizia a diminuire la quota proteica e ad aumentare le calorie che sappiamo dove poi vano a finire.normale distribuzione entrate2

Questo è uno dei motivi. L’altro motivo è che questi allarmi vanno ad agire non sul sistema istantaneo della fame ma sul sistema ormonale, un sistema di regolazione più duraturo che ci mette più tempo ad entrare in gioco. Una volta che è entrato in gioco però non viene più spento per un po’, sono gli ormoni la tiroide che regola il metabolismo, il pancreas e via discorrendo.

Questi eccessi anche più dell’eccesso, siccome l’animale ha paura, allora nel pasto successivo, non solo quello in eccesso ma anche un po’ di più  preferisce subito mandarlo in dispensa e quindi in riserva. E questo è l’altro motivo per cui una persona che apparentemente assume la quantità di calorie nel complesso non esagerate finisce come finisce.

Questa nostra piccola dispensa che abbiamo bisogno in realtà di avere a disposizione, così come la strategia del cammello che sa che per tanto tempo può non avere a disposizione quello che gli serve,  si adegua e mette da parte riserve per il suo viaggio, per questa strategia accade che spesso molte persone questa dispensa assume l’aspetto di un vero e proprio magazzino.

Quindi il fabbisogno totale giornaliero distribuito invece potrebbe creare differenza. Suddividiamo meglio i pasti a colazione, a metà mattina, a pranzo, a metà pomeriggio la sera. La stessa quantità di calorie o di cibo distribuita nell’arco della giornata non verrà messa in magazzino ma utilizzata.

(Estratto della presentazione del Prof. Marco De Angelis anno 2010)

In armonia con le stagioni: La primavera

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L’idea generale che noi abbiamo in riferimento alle stagioni è che d’estate fa caldo, d’inverno fa freddo mentre in primavera e in autunno la temperatura è una via di mezzo cioè sono stagioni di passaggio. Aldilà dei cambiamenti climatici che oggi viviamo rispetto al passato comunque ogni stagione si caratterizza per un suo clima particolare. Situazioni climatiche diverse comportano esigenze fisiche diverse, di conseguenza anche l’alimentazione cambia in rapporto a queste. Il nostro modo di cucinare, le nostre ricette cambiano a seconda della stagione. Una fondamentale differenza fra primavera e autunno è che l’alimentazione primaverile e quella autunnale ci servono per prepararci a direzioni opposte. Cioè in primavera ci prepariamo ad andare verso il caldo, in autunno ci prepariamo ad andare verso il freddo. Continue reading In armonia con le stagioni: La primavera

L’uomo e il cibo

Sono centinaia i Medici e scienziati dell’alimentazione che nel tempo hanno lavorato a ricerche e scritto rapporti sulle problematiche legate all’alimentazione dell’uomo moderno. La convinzione è che è necessario oggi più che mai intervenire in modo efficace per operare cambiamenti di dieta che possano ridurre l’incidenza di malattie cardiache, disturbi al fegato, alla cistifellea, l’ipertensione, il cancro. Molte ricerche e rapporti sono arrivati alla medesima conclusione: “le nostre attuali abitudini alimentari possono essere altrettanto profondamente dannose, per la salute della nazione, delle malattie infettive più diffuse nella prima parte del secolo”. Continue reading L’uomo e il cibo